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L’espressione “Povera, ma sexy” è valsa a lungo come la più efficace descrizione di Berlino. Una città che dopo il crollo del Muro si è ritrovata per due decenni ad avere una bassa crescita economica, ma che è stata al contempo la meta preferita di artisti e scrittori. Oggi il sindaco di Berlino Klaus Wowereit non ripeterebbe quella stessa frase. La capitale tedesca non è più povera e non è più sexy. È una città in forte espansione economica e molti artisti preferiscono la vicina Lipsia. Eppure Berlino resta una città avvincente e un laboratorio sociale, politico, architettonico e culturale unico in Europa. È una città varia, eterogenea, policentrica e in movimento. Dopo un secolo che l’ha vista protagonista indiscussa della storia dell’Europa e dopo aver superato il trauma della divisione e della difficile riunificazione, Berlino si è reinventata, senza, però, tagliare i legami con la propria storia. Ha mantenuto quel sottile filo che unisce il suo passato di città monumentale che aveva prima della guerra a quello di città simbolo dell’innovazione e della modernità. Potsdamer Platz, la “terra di nessuno” tra le due Berlino, è diventata una delle zone più belle d’Europa dove architetti di tutto il mondo sono stati chiamati per realizzare un quartiere avveniristico e da visitare in ogni suo angolo. È stata costruita la grande stazione centrale, che, per la quantità dei servizi offerti, non è solo una semplice stazione ferroviaria. Daniel Libeskind ha realizzato il bellissimo Museo Ebraico, un ‘opera importante e significativa non solo per la sua funzione di ricordo, ma anche per il suo valore architettonico. È stata ricostruita la suggestiva cupola del Reichstag (sede del Parlamento), un edificio bruciato in uno dei momenti chiave dell’ascesa al potere di Hitler. La ricostruzione della cupola, avvenuta soltanto dopo la riunificazione tedesca, ha assunto un intenso significato simbolico. Nell’immaginario collettivo tedesco è il simbolo della riunificazione. È stato abbattuto, poi, il famoso Palast der Repubblik, simbolo del potere comunista, per ricostruire l’antico Berliner Schloss. Un progetto che lascia ancora una volta intendere come Berlino voglia tornare ai fasti di un tempo, agli anni precedenti alla distruzione avvenuta con il nazismo e la seconda guerra mondiale. Berlino tende, naturalmente, a tornare la capitale ottocentesca e dei primi anni del Novecento quale è sempre stata. Lo dimostra anche l’imponente progetto per la creazione del nuovo quartiere Europacity. Ma il processo di rinascita e ricostruzione è ancora oggi in corso e non completato. Non mancano, infatti, gli incidenti di percorso, come il caso dell’aeroporto Ber la cui apertura viene continuamente rimandata e i cui costi di costruzione lievitano inesorabilmente. Berlino oggi è, forse, l’unica capitale europea senza un grande aereoporto ma con due piccoli scali evidentemente insufficienti. Berlino non è una sola città, ma un insieme di città che trovano la loro unità nella continua contaminazione di forme e strutture. Ogni quartiere vi sembrerà molto diverso dall’altro. Dalla strada dei negozi Ku’damm a Berlino Ovest, fino al quartiere giovanile Friedrichshain, passando per Mitte, simbolo della Berlino rinata, Prenzlauer Berg o Wedding (quartieri residenziali) e, ancora, Kreuzberg o Neukölln, Berlino vi stupirà continuamente.

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