Galatina, l’ombelico del Salento tra arte e mito

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Galatina, nota fino al 1861 come San Pietro in Galatina è una cittadina in provincia di Lecce, situata ad appena venti chilometri dal capoluogo salentino. La sua posizione strategica al centro della piana leccese le è valso il titolo di umbeliculus del Salento, poiché equidistante dalla costa ionica e dalla costa adriatica. Galatina è la città che non ti aspetti per la ricchezza del suo centro storico, caratterizzato da un barocco elegante e mai ostentato: coinvolgente la grande piazza San Pietro su cui si erge maestosa la grande chiesa matrice intitolata ai SS. Pietro e Paolo, patroni della città. I suoi ricami, gli splendidi profili della facciata in pietra leccese si stagliano netti contro l’azzuro intenso del cielo di Puglia. Le strade sono larghe e lastricate con le antiche chianche ed ogni angolo è un guizzo architettonico con i ricchi portali bugnati, i balconi rococò e le semplici case a corte, cariche di dignità popolare. Ma, soprattutto, a Galatina è possibile leggere il medioevo che fu, nella splendida basilica di Santa Caterina d’Alessandria, eretta nel 1385 dal principe di Taranto Raimondo Orsini del Balzo. Un edificio in stile romanico-gotico che conserva al suo interno il più ricco patrimonio pittorico dell’Italia meridionale del XV secolo. Altrettanto ricchi sono gli affreschi del  contiguo chiostro seicentesco. E così passeggiare nel centro storico di Galatina è un’eperienza non solo per gli occhi, ma anche per l’olfatto, perché in questa cittadina altissimo è il livello dell’arte dolciaria e di prima mattina il profumo dei pasticciotti appena sfornati  è irresistibile. Il dolce che poi è diventato tipico di tutta la Provincia di Lecce, caratterizzato da pasta frolla ripiena di crema pasticciera, venne creato per la prima volta a Galatina sul finire del XVIII secolo, nella celebre pasticceria Ascalone che ancora oggi delizia i palati dei galatinesi e dei tanti visitatori.

Ma Galatina è nota anche per esser stata “il centro di cura del tarantismo”. Su un lato della scenografica piazza San Pietro, nel cuore del centro storico, sorge la settecentesca cappella di San Paolo, meta di pellegrinaggi per oltre duecento anni dei tarantolati e delle tarantolate che invocavano l’aiuto del santo per esser liberati dal morso della tarantola, in occasione della festa patronale dei SS. Pietro e Paolo,  che si celebra il dal 28 al 30 di giugno. Per tre giorni e tre notti all’interno della cappella si ballava al ritmo ossessivo della pizzica, sperando nell’intercessione del Santo. Ancor oggi si rievoca quel rituale nella notte del 28 giugno, nei pressi della piccola cappella.
 
Angela Beccarisi

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