“Ho perso la partita con la vita, ma ho chiesto la rivincita”

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“La mia partita con la vita l’ho persa nel 2004. Adesso ho chiesto la rivincita e questa volta vinco io”. Standing ovation e occhi umidi al TedXLecce per Vincenzo Deluci, musicista jazz di fama internazionale, originario di Fasano, che ha raccontato alla platea cosa sia stato, per lui, il coraggio di vivere.
 
Quando aveva ancora solo 30 anni, un incidente d’auto causato da un pirata della strada lo ha condannato a una vita da vegetale. Questo, almeno, il futuro terribile che gli era stato prospettato dai medici. “All’inizio – racconta Vincenzo dal palco – avevo chiesto ai miei familiari di poter avere solo un computer per poter continuare almeno a scrivere musica. A un certo punto, però, scrivere per gli altri non mi è bastato più: volevo tornare a suonare la tromba”. Dopo una lunga e difficile riabilitazione, Vincenzo ha compiuto un piccolo miracolo: ha recuperato l’uso dell’avambraccio sinistro. In quell’unica parte che si muove ci ha messo il cuore e la testa e si è fatto costruire una tromba modellata sulla sua disabilità.
 
Vincenzo oggi è sulla sedia a rotelle, ma è tornato a suonare, dando di nuovo un senso a una vita che sembrava avergli tolto tutto. E ancora questo traguardo non era abbastanza per il musicista, che voleva regalare una speranza ad altre persone sfortunate come lui. Così, nel 2011, insieme con un gruppo di amici ha fondato l’associazione “AccordiAbili” che promuove la ricerca e lo sviluppo di tecnologie in grado di avvicinare un disabile con capacità cognitive integre all’utilizzo di uno strumento musicale. Vincenzo insegna ai ragazzi a suonare, mentre altri membri dell’associazione costruiscono strumenti modellati sulle singole disabilità di ciascuno. E, grazie alla musica, la vita sembra persino un po’ meno dura.

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