Sfilata con i capi originali di Yves Sain Laurent alla prima del film grazie all'archivio storico Cordella

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La limousine bianca giunge davanti al cinema Massimo di Lecce puntuale e incorniciata da un alone di mistero. Dalla macchina lussuosa scendono una ad una delle ragazze bellissime. Indossano gli abiti originali di un genio d’altri tempi, uno stilista che tra fragilità e sogni ha scritto la storia della moda femminile in Italia e nel mondo.
Lo stile di Yves Sain Laurent, per una serata tra eleganza e fascino, è rinato a Lecce grazie all’Istituto Cordella Fashion International School e all’Archivio storico intitolato a “Cosimo Cordella”. In questo scrigno magico, di storia, arte e cultura, sono conservati anche alcuni abiti dello stilista francese. Vestiti color glicine impreziositi da voulà, ampie gonne con punto vita ben evidente, tullè e seta, perle e merletti. Un appuntamento tra cinema e moda interamente dedicato a Yves Saint Laurent, si è svolto sabato scorso a Lecce. Ad ospitare l’iniziativa il Multisala Cinema Massimo, per l’uscita nelle sale cinematografiche del film – di Jalil Lespert – «Yves Saint Laurent», interpretato da Pierre Niney. Un film che vuole raccontare la storia di un “genio” e trasmettere un concetto fondamentale: dimostrare finalmente che l’omosessualità non è più un problema. Gli abiti ad «A» ispirati a Mondrian, le tuniche dorate Marrakech fanno da sfondo allo straordinario rapporto tra Saint Laurent e Pierre Bergé, per 50 anni compagno, socio e sostegno dello stilista che a 21 anni divenne l’erede artistico di Dior. Yves Saint Laurent venne licenziato quando a seguito della chiamata sotto le armi nel 1960 finisce in ospedale per crisi maniaco depressive e Pierre lo aiuta a creare il suo marchio a soli 26 anni. Una pellicola che fa rivivere lo scalpore e la meraviglia dei vestiti creati dello stilista che nel 1971 fece scandalo vestendo le donne borghesi con lo smoking. Pantaloni per il giorno ma anche per la sera, il tailleur pantalone, e poi ancora il cappotto da marinaio, la giacca sportiva, il trench, i pantaloni alla zuava e quegli abiti neri ma con le trasparenze giuste per valorizzarne la femminilità.

Prima della proiezione del film al cinema Massimo hanno sfilato modelle splendide con le creazioni originali dello stilista dal 1950 al 1990 presenti nell’archivio leccese Cordella.  “E’ stata un’emozione grandissima rivivere gli anni in cui Yves Saint Laurent scrisse la storia della moda e della sartoria mondiale – commenta la direttrice dell’Istituto Cordella di Lecce, Carol Cordella – un uomo dall’animo nobile, un punto di riferimento prezioso e poliedrico per chi come noi giovani stilisti dell’età moderna vuole cogliere quel tocco di magia ed eleganza che fa battere il cuore di chi indossa un abito. Affascinata da Yves Saint Laurent, il genio che amava profondamente le donne perché aveva capito prima di tanti altri l’indipendenza, la libertà e l’intelligenza della femminilità. Si innamora di un uomo e lascia una lezione di vita a tutti noi quando afferma: l’omosessualità significa essere mancini (diversi) è così. Ringrazio tutti i giovani stilisti del mio istituto per l’impegno e la passione profusi anche in questa nuova ed entusiasmante iniziativa”.
Le allieve dell’Istituto Cordella di Lecce in passerella erano: Carolina Piro, Indrè Matutytè, Futura Favia, Gabriella Scarpelli, Maria Grazia Carrozzo, Serena Lisi, Serena Greco, Francesca De Carlo. Mentre Yves Saint Laurent è stato “interpretato” dal giovane fashion stylist Matteo Di Lauro.
Autore: Francesca Pastore

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