San Martino, la festa del vino novello

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La festa autunnale più attesa dai salentini? San Martino, naturalmente, e non certo per motivi religiose. È una tradizione tutta salentina quella di festeggiare San Martino e il vino novello. In questa giornata tutti si organizzano per stare insieme e anche se i locali offrono delle serata a tema, il modo migliore per festeggiare è sicuramente in casa, tra parenti o con le comitive di amici. Più si è, meglio è. Ognuno è incaricato di portare qualcosa, sulla tavola vincono i sapori dell’autunno, dalle castagne ai finocchi, dai mandarini all’immancabile sedano. Poi il menù prevede la carne arrostita e ovviamente tanto vino novello. Il tutto condito da buon umore e musica.
La festa è così sentita dai salentini che tutti coloro che si trovano lontani dal Salento organizzano la serata, per sentirsi a casa, per mantenere viva una bella tradizione. E, ovviamente per socializzare.
Nel racconto religioso, San Martino da Tours, era un monaco della regione di Poitiers, e si ricorda principalmente per la leggenda del mantello. Un giorno, il monaco si trovava alla porte di Amiens dove incontrò un mendicante seminudo. Martino non ci pensò due volte, divise il suo lungo mantello rosso e diede una parte all’uomo. Il giorno dopo Martino si ritrovò con il mantello integro. La leggenda vuole, infatti, che Cristo gli sia apparso durante la notte per riconsegnare la parte del mantello data al povero.
In ambito agricolo, il giorno rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo di lavoro, oltre che l’avvenuta vinificazione del mosto. E a tal proposito va detto che l’annata 2014 sarà ricordata per l’ottima qualità del vino, ma con un calo molto pesante della produzione. Coldiretti ha stimato, infatti, un calo di volumi tra il 20-25 con punte del 30%.
Ma San Martino è indicata anche come la “festa dei cornuti”. Ciò può far sorridere, perché subito si è portati a pensare all’adulterio. In realtà all’origine ci sarebbero diversi motivi legati al bestiame e a quello che in passato rappresentavano le corna. Un tempo, infatti, proprio in questo giorno, si svolgevano le fiere di bestiame, inoltre, le corna erano simboli regali e di potenza (si pensi ai copri capi a forma di corna, come le corone medievali o le mitre di vescovi); mentre il “corno dell’abbondanza” nella tradizione greco-romana era simbolo di fecondità e felicità.

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