Gallipoli e le sue antiche leggende

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Di Eleonora Leila Moscara

A Gallipoli col profumo del mare e del pesce si respira anche aria di religiosità e scaramanzia. Sul lungomare Nazario Sauro vi è la chiesa di San Francesco d’Assisi, conosciuta come chiesa del Malladrone, una delle tre affacciate sul mare ea pochi passi l’una dall’altra.

Questa chiesa sarebbe la più antica e la tradizione popolare ne attribuisce la fondazione a S. Francesco quando, nel 1217,scese in Puglia per imbarcarsi per la Terra Santa; in essa convivono due culti, uno è per Lucia Solidoro,giovane del posto morta in odore di santità e definita ormai da decenni la “santina di Gallipoli”.

Il secondo culto è tutt’altra storia. La chiesa accoglie la statua di colui che non si pentì mai dei suoi misfatti, che mai accettò le parole di Cristo crocifisso al suo fianco e che morì irridendolo ma venendo comunque perdonato,parliamo del Malladrone, Misma, crocifisso assieme a Disma, ilBuon Ladrone. Esposte nel Calvario della chiesa di San Francesco, le statue d’incerta attribuzione sono abbigliate con stoffa, con testa, mani e piedi in legno. La leggenda narra che il peccato del Malladrone fosse così intenso da corrodergli non solo l’anima ma anche le vesti fino alla lacerazione tanto da dover essere periodicamente sostituite. In realtà, guardando la facciata del Calvario, tutto il lato del Malladrone risulta essere usurato e rovinato proprio perché la parete,essendo esposta all’azione del mare, viene attraversata dalla salsedine che deteriora anche le vesti. La leggenda più oscura racconta che, ancora oggi, Misma di notte si stacchi dalla croce e vada in giro con il suo ghigno beffardo a far giustizia dei cattivi, tirandogli i piedi nel sonno e apparendo nei loro incubi peggiori.

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