San Pietro nella tradizione architettonica idruntina.

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Di Eleonora Leila Moscara

La chiesa di San Pietro Apostolo che s’inerpica su una stradina nel cuore di Otranto è uno scrigno di raffinata arte bizantina.

La leggenda riporta la sua costruzione all’arrivo in cittàdei santi Paolo e Pietro e pare che proprio nel luogodove fu poi edificata la chiesa Pietroallestì una piccola tenda in cui predicare Cristo. La datazione approssimativa la collocherebbe nel IX secolo.

La struttura,per lo più in pietra leccese, è a croce greca con una cupoletta monolitica all’incrocio dei due bracci e tre absidi; impreziosiscono la basilica gli affreschi a tema biblico, con caratteri bizantineggianti ed evidenti successive manipolazioni di carattere latino-romano.Questi affreschi, inalterati nonostante l’usura del tempo,sonomolto pregiatie con datazione tra il X e il XVI secolo; le pitture raffigurano uno straordinario cielo blu di fattura irripetibile perché realizzatocon la polvere dilapislazzuli, tipicanell’arte bizantina.

Con la tecnica della macinazione del lapislazzulisi riusciva a creare un colore blu particolarmente pregiato, dalla tonalità intensa ed estremamente resistente nel tempo. A causa del costo elevato questo pigmento era riservato ad importanti iconografie che ritraevano la Vergine Maria. L’utilizzo di questo materiale nella chiesa di San Pietro a Otranto rende il monumento una delle più fulgide testimonianze, in Italia Meridionale, dello zelo e della passione artistica, religiosa e culturale che i Bizantini ci hanno lasciato in eredità.

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