Per tre secoli martiri, da oggi santi. Dal 1480 al 2013: storia di una devozione

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Da oltre cinquecento anni, Otranto omaggia i suoi martiri con i solenni festeggiamenti, che si tengono dal 13 al 15 agosto, nel cuore dell’estate, quando la città è assalita dai turisti che moltiplicano in maniera esponenziale la densità demografica della perla dell’Adriatico. Quest’anno, poi, la festa in onore di Antonio Primaldo e degli ottocento compagni martiri sarà ancora più sentita, perché il 12 maggio Papa Francesco ha concluso il processo di canonizzazione di questi eroi della fede cristiana.
Vittime del sacco turco del 1480, gli idruntini furono decapitati per ordine di Gedik Achmed Pascià il 13 agosto per non aver rinnegato la fede cristiana. Già il 14 agosto 1485 la comunità locale ricordò per la prima volta il loro martirio, ma solo nel 1721 vennero dichiarati patroni della città e dell’arcidiocesi, divenendo nel 1771, beati e, nel 2012, finalmente santi.
I festeggiamenti hanno inizio la sera del 13 agosto, quando le autorità religiose e militari si radunano in Piazza Basilica, davanti all’episcopato, muovendosi verso il municipio, dove il sindaco, accompagnato dai consiglieri e dallo stemma della città, si unisce al corteo, che approda al Monumento dei Caduti: qui, con la deposizione di una corona di fiori, si tiene la commemorazione civile dell’eccidio.

Ma il momento più atteso della tre giorni è la processione, che si tiene nella serata del 14 agosto, dopo il pontificale della mattinata e la messa vespertina: alle 20 il corteo esce dalla Basilica cattedrale, con il simulacro di San Francesco da Paola, compatrono di Otranto e profeta inascoltato dalla corte di Aragona del sacco del 1480 (e a cui simbolicamente ogni anno, nella festa di maggio, si affidano le chiavi della città), e con l’urna che accoglie alcune delle ossa dei Martiri.
La processione attraversa le strade del centro storico, scendendo in Via Basilica e percorrendo Corso Garibaldi, fino a risalire in Piazza Castello. Quindi si arriva in Via San Francesco, scendendo fino ai giardini pubblici; oltrepassando Via Vittorio Emanuele II, si imbocca il Lungomare degli Eroi: al passaggio dell’urna, dal porto vengono sparati alcuni fuochi pirotecnici. Quindi, si procede, risalendo da Via Basilica, al rientro in Cattedrale, dove l’arcivescovo di Otranto impartisce la benedizione conclusiva.
I festeggiamenti proseguono ancora con i concerti bandistici in Largo Porta Terra, le luminarie accese sul lungomare e le bancarelle espositive. L’evento si chiude con la suggestiva e tradizionale gara di fuochi d’artificio sul mare, con luci e colori che accendono la notte di ferragosto.

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