Lotta contro l'Aids: Lila Lecce presenta le iniziative per il 1 dicembre

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Il 1 dicembre si celebra, in tutto il mondo, l’impegno e la lotta contro l’Aids, una lotta dimenticata, che non fa più notizia, eppure i dati epidemiologici, anche locali, non sono confortanti e ci potrebbe essere il rischio, se si continua a prendere sottogamba la questione, di poter ritornare in emergenza. Ecco l’importanza di tenere alta l’attenzione e continuare a sensibilizzare e informare. Questo compito viene svolto dalla Lila, la Lega italiana per la lotta all’Aids che per il prossimo primo dicembre ha organizzato diverse iniziative.
Verrà riproposta la campagna urbana di sensibilizzazione #seguiilfiocco e i sarà il banchetto informativo diffuso. Si parte, dalle 10 fino alle 14, dallo Scipione dove attivisti e volontari con un’azione di mobilitazione urbana e virale faranno indossare metaforicamente il fiocco a diversi personaggi illustri di Lecce e provincia. Il primo “testimone” sarà Scipione Ammirato con l’allestimento del fiocco della lotta all’Aids nella statua posta al centro dell’Ammirato Culture House sita in via di Pettorano, 3.
Seguirà un banchetto informativo diffuso che vedrà protagonista l’informazione sui temi Hiv/Aids e la prevenzione con la distribuzione di materiale di profilassi e gadget durante la mattinata presso due poli dell’Università degli Studi del Salento (Ateneo e Di.S.Te.B.A. – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali). A promuovere informazione di pubblica utilità i volontari di Lila Lecce con i giovani delle associazioni studentesche.
La sera, verso le 20 sempre presso l’Ammirato ci sarà la manifestazione “Porta un vinile e suona la lotta all’Aids”, con un aperitivo sociale bio.
Una serata tra amici passati e futuri con cui condividere un aperitivo a suon di musica e prevenzione, ma anche un’occasione per raccogliere fondi a sostegno della lotta contro l’Aids. Durante la serata ci sarà la proiezione di un’installazione video a tema, un mercatino con gadget prodotti da persone sieropositive e distribuzione di materiale di profilassi (campagna #falloprotetto). Hanno già aderito appassionati di musica vinilica e musicisti del territorio. I posti sono limitati. È necessaria la prenotazione chiamando il 345.4914896, o mandando una mail a lilalecce@libero.it. Si può contattare l’associazione anche su Fb: Lila Lecce.
Il 7 dicembre, invece, alle 18 presso piazza Sant’Oronzo, attraverso brevi incursioni teatrali, quattro attori desteranno l’attenzione dei passanti raccontando loro storie di resistenza quotidiana a un virus dimenticato, tratte da storie vere di persone sieropositive. Si faranno così testimoni con ironia e pathòs di esclusione, pregiudizio, emarginazione, ma anche attivismo. Il fine è quello di suscitare il coinvolgimento emotivo e stimolare la sensibilizzazione dei passanti. A seguire flash-mob di allestimento di un red ribbon umano.
Le iniziative per la lotta all’Aids si concluderanno il 13 dicembre, alle 18 presso il Cineporto con la proiezione di “Eyes wide open”, partecipante al progetto “Essere Donne”, rassegna “Alice e le altre”.
La trama: Catherine Phiri era un’infermiera malawiana di 40 anni, madre di due figli, che scoprì di essere sieropositiva a seguito della morte del marito per Aids. Decise di uscire allo scoperto nonostante i rischi di emarginazione della sua cultura. Divenne leader rispettata e fondò nel 1994 la Salima Hiv/Aids Support Organization (Saso) dedicandosi all’assistenza a migliaia di orfani dell’Aids, alla diffusione di informazione sul virus HIV, e alla cura di centinaia di malati terminali. Catherine continuò la sua battaglia fino all’ultimo giorno, con la stessa determinazione e lo stesso coraggio che hanno caratterizzato tutta la sua vita.
1981 – Stati Uniti – 5 casi registrati di malattie opportunistiche legate ad Hiv/Aids.
È l’inizio della Pandemia.
1982 – primo caso registrato in Italia.
Sono passati più di 30 anni da quando l’Hiv/Aids comparve nella letteratura medico scientifica.
30 anni fa la percentuale di persone che non sopravviveva sfiorava il 100 per cento. “Morivano tutti e in tempi molto rapidi dal momento della diagnosi”. Oggi, chi scopre per tempo di aver contratto il virus dell’HIV e si sottopone regolarmente alle terapie, ha probabilità minime di ammalarsi di Aids, ma anche di trasmettere il virus ad altre persone. Un dato, questo, che non deve e non può far calare l’attenzione su un virus che ancora oggi colpisce (e uccide) migliaia di persone in tutto il mondo al punto che, nel 2000, le Nazioni Unite inseriscono tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio quello di arrestare la propagazione dell’Hiv/Aids entro il 2015 e cominciare ad invertire la tendenza.
Mancano solo due mesi al 2015. Dopo 30 anni a che punto siamo arrivati?
Quando è stato girato il film Philadelphia, il primo film in cui è stato esplicitamente affrontato il tema dell’Aids, non era pensabile che una persona sieropositiva potesse vivere una vita cosiddetta normale. Oggi questo accade, ma la grande variabile è la tempestività con cui si scopre una eventuale sieropositività.

4 Commenti

  1. I’ve been married for 19 years and sono stati living with HIV for the past seven. Before being diagnosed I was the typical housewife who takes care of her husband and children. I’m now Also a vendor. I sell candy on the street. And I also give talks to fellow HIV-positive people. HIV has taught me That life goes on and there’s always a tomorrow. But I am here now to give thanks to Dr Busy, for the good life he has Placed in me, for him to cure my illness i can not called him God rather he is to Godsent he is really gifted to help people with various Their sickness as well you can contact him with this email busyspellhome@gmail.com or +2347061824880 Also You can contact him for any kind of illness like ..
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