“Umiltà, passione e sogno”, l’etica di Bottura a Lecce

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“È così che si vive la vita: lasciando un piccolo spazio alla poesia”. Questo, il paradigma di felicità dell’uomo che, della reinterpretazione della tradizione ai fornelli, ha fatto il puntello per scalare le classifiche mondiali dello star system gastronomico. Stiamo parlando di Massimo Bottura che ieri, al Castello Carlo V di Lecce, ha tenuto un seminario sull’educazione alimentare realizzato a cura di deGusto Salento, associazione con i produttori di negroamaro, e Intravino, noto blog di informazione enoica. Partendo dalla riduzione degli sprechi in cucina, lo chef stellato – che non ama farsi chiamare “maestro”, ma cui non si può disconoscere la sensibilità di avere organizzato delle cene a sostegno della popolazione emiliana utilizzando le forme di parmigiano reggiano rovinate e non più commerciabili per via del terremoto del 2012 – è riuscito a tenere alta l’attenzione della sala Maria d’Enghien affollata per quasi due ore. Una lunga conversazione percorsa sul filo del racconto del suo ultimo libro “Vieni in Italia con un me”. Un viaggio intorno all’arte e all’interpretazione del territorio che lo porta ad affermare che “la cucina è artigianato, non arte. L’artista è libero a 360°. Il cuoco, invece, deve creare del cibo buono e sano in grado di trasferire delle emozioni. Perché il dialogo è prima di tutto con il palato delle persone”. Alla sua eclettica abilità di fare colloquiare le materie prime con l’arte, si devono ricette geniali capaci di trasformare l’imperfezione in un capolavoro culinario come “Oops! Mi è caduta la crostata al limone”.
Non è un caso, quindi, che Bottura sia stato chiamato per guidare il team di chef che, in occasione di EXPO (l’esposizione universale dedicata per questa edizione all’alimentazione), prepareranno i piatti per la mensa della CARITAS utilizzando gli avanzi dei ristoranti milanesi. “Un’occasione per fare delle riflessioni sullo spreco alimentare e sull’educazione al cibo nelle scuole” ha dichiarato l’assessore alla Cultura di Lecce, Luigi Coclite, contento che “Massimo Bottura abbia scelto Lecce per raccontare la sua esperienza”. Un percorso racchiuso in tre parole che lo chef intellettuale ha voluto rivolgere ai giovani leccesi presenti: “Prendete nota: umiltà, passione e sogno”. Una lezione di etica culinaria significativa per il territorio salentino dove la tradizione delinea il volto della gastronomia territoriale.

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