Week end d'arte tra Lecce e Brindisi: ecco tre appuntamenti da non perdere

1
137

Gli amanti dell’arte non devono perdersi gli importanti appuntamenti in programma per il week-end.
Il primo è un progetto d’arte contemporanea dell’artista Raffaele Quida. Si tratta di una pensilina per l’attesa di un autobus installata al centro di un antico anfiteatro.
Lecce, anfiteatro romano (piazza sant’Oronzo),sabato 12 marzo 2016, dalle ore 11.
L’artista Raffaele Quida(1969; vive e lavora a Lecce) decide di installare all’interno dell’Anfiteatro romano, monumento simbolo della città, una classica pensilina per la fermata di un autobus cittadino in disuso. Un “oggetto” sarà pertanto prelevato dal suo attuale luogo di “conservazione” – un deposito dell’azienda dei trasporti urbani della città – e decontestualizzato all’interno di uno scenario dall’alto valore metaforico e culturale. Simbolo dell’antica e gloriosa storia leccese, oggi l’anfiteatro è un luogo di aggregazione sociale e culturale durante i mesi primaverili ed estivi poiché è utilizzato dall’amministrazione comunale per ospitare concerti e spettacoli teatrali. Decontestualizzare un oggetto, cancellarne la sua funzione – “sala d’aspetto temporanea en plein air di un autobus” – avviare un cortocircuito tra epoche, afflati culturali e percezioni: Quida con quest’intervento stimola l’attenzione collettiva, sollecita uno sguardo nuovo del pubblico all’interno dello scenario conosciuto del centro storico di Lecce, favorendo attimi di stupore e di interazione che saranno prontamente documentati attraverso le fotografie di Annamaria La Mastra.
«È un progetto che indaga le esperienze e i coinvolgimenti del corpo umano, nelle sue principali fasi, dalla nascita ai condizionamenti sociali, fino alla morte». R. Quida.
Si ringrazia Elisabetta Selleri per il supporto logistico e organizzativo del primo atto di Continuum. E il Comune di Lecce ed SGM per le relative autorizzazioni.
La tappa leccese, a cura di Lorenzo Madaro, è la prima del progetto Continuum, che consta di quattro distinti step:
– secondo ciclo (a cura di Antonella Marino) periodo maggio 2016, piazza del Ferrarese, Bari. Installazione: Una decina di grandi contenitori industriali, contenenti una sorta di liquido amniotico riprodotto artificialmente, saranno posizionati in un zona pedonale. Il passaggio casuale delle persone all’interno della zona allestita le indurrà ad effettuare un percorso “differente” e “consapevole” creando inoltre una relazione diretta con i contenitori. Chi passerà attraversando queste grandi cisterne si troverà in modo simbolico all’interno di un ambiente separato ed intimo che rappresenta l’inizio della vita.
– terzo ciclo (a cura di Michela Casavola) periodo settembre 2016, spazio industriale,Taranto. Performance: venti figuranti entreranno in silenzio, come un plotone di esecuzione, in un grande capannone industriale colmo di polvere bianca, i venti attori si disporranno l’uno di fronte all’altro sostenendo un urna in porcellana (identica per tutti) e – con dei movimenti comuni alla danza contemporanea – disperderanno la finissima polvere nell’area circostante. Terminata la performance, poseranno le venti urne e in silenzio lasceranno il posto a chiunque desideri interagire con lo spazio e gli oggetti in esso. La cenere richiama con evidenza la tematica della morte, ma è anche elemento fecondo, e l’interazione con la danza (movimento, vita) ne sottolinea la ciclicità. Un gesto simbolico che prevede una fine ma anche un nuovo ciclo di inizio.
Infine il quarto ciclo, con una personale – con il coordinamento di Alessia Locatelli – in uno spazio d’arte contemporanea a Milano, vera e propria sintesi del progetto grazie anche alla contestuale presentazione di un volume che documenterà, attraverso immagini e testi dei quattro curatori coinvolti, l’intero percorso avviato a Lecce.
Tra i partners dell’iniziativa: Ludovica Palomba Serafini Architecture / Design Milano, www.palombaserafini.com ; Pizzinini Scolari / ComunicAzione, www.pizzininiscolari.com
Info: raffaelequida.com
 
Il secondo appuntamento è presso il Must dove il 13 marzo verrà inaugurata un’esposizione di manifesti cinematografici di pellicole proiettate negli anni ’50, dalla collezione privata della famiglia Manzo.
Un’esposizione di locandine originali di pellicole proiettate nel Teatro Apollo di Lecce durante gli anni ’50: è CinematoGrafica, mostra di manifesti di film a cura di Antonio Manzo e LedA Laboratori, che verrà inaugurata domenica 13 marzo alle 18.30 e resterà aperta fino al 13 giugno 2016 al MUST – Museo Storico Città di Lecce (via degli Ammirati 11 – angolo p.tta S. Chiara).
Dopo la proposta al Comune di Lecce di aprire al pubblico il Teatro Apollo, restaurato, per due giorni nel mese di maggio, la mostra CinematoGrafica offre la possibilità di vedere da vicino un centinaio di locandine e fotobuste di film proiettati all’Apollo fra il 1952-1957, tutte appartenenti alla collezione privata della famiglia Manzo di Lecce.
La mostra è una selezione di pellicole che vanno dal noir al western, dalla guerra alla commedia, dal musicale al drammatico, alcune anche poco note, per stuzzicare i cinefili più sopraffini.
La collezione della famiglia Manzo fu cominciata da Antonio, commerciante leccese fino agli anni ’50, e portata avanti da suo figlio Dino. Oggi i manifesti continuano a parlarci del florido passato del cinema grazie alla passione del nipote omonimo, Antonio Manzo, che organizza rassegne in tutto il Salento.
CinematoGrafica sarà anche arricchita da alcuni documenti della famiglia Cappello, tra i fautori della costruzione del Teatro Apollo: abiti femminili degli anni ’50 della collezione di Grazia Lepore, articoli di giornale su alcune vicende legate all’Apollo e un proiettore cinematografico 35mm degli anni ’30, funzionante fino agli anni ’50, gentilmente concesso da Carrafa – La Bottega della Foto. Un vero gioiello delle sale cinematografiche.
CinematoGrafica – mostra di locandine originali di pellicole proiettate al Teatro Apollo di Lecce
A cura di Antonio Manzo e LedA Laboratori
Inaugurazione: domenica 13 marzo ore 18.30
La mostra resterà aperta dal 13 marzo al 13 giugno 2016
Orari delle visite: dal mercoledì al venerdì dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20
Must – Museo Storico città di Lecce, via degli Ammirati 11
Info: www.mustlecce.it – 0832.241067; 328.5842114
 
Inoltre, a Brindisi è previsto il finissage della mostra “Arrivederci Ninì”
Si chiude domani, sabato 12 marzo 2016, la mostra “Edgardo Simone. Piccola esposizione”, organizzata dalla società CRACC, spin off dell’Università del Salento, nell’ambito delle attività del Dipartimento di Beni Culturali, ordinata dal professor Massimo Guastella e allestita al MAP – Museo dell’Arte Presente (già Chiesa di San Michele Arcangelo delle Scuole Pie di Brindisi, centro storico, via Tarantini 37): finissage alle ore 18.30 con un reading di lettere, documenti e testimonianze autobiografiche tratte dalla vita dello scultore, che verranno interpretati dall’attrice e regista brindisina Jenny Ribezzo e dall’attore, regista e performer leccese Simone Franco.
L’iniziativa è stata possibile anche grazie al concorso di ABA Federalberghi Brindisi, Palazzo Virgilio, Amici dei Musei Brindisi, e alla partecipazione di Club Unesco Brindisi, Fondazione Biblioteca Arcivescovile “De Leo” Diocesi di Brindisi, Archivio di Stato Brindisi, Confraternita dei Musici.
«È un arrivederci Ninì, come affettuosamente era chiamato Edgardo Simone da parenti a amici, un lieto commiato dall’artista dopo che finalmente nella sua terra d’origine si è potuto conoscere direttamente e apprezzare il valore della sua arte», dice Guastella, «Non solo la città ma anche tanti visitatori, oltre tremila, provenienti da vari centri della regione, e soprattutto tante scolaresche degli istituti elementari, medi e superiori hanno trovato occasione per vedere le 24 opere plastiche in mostra. L’auspicio è che, fra non troppo tempo, Edgardo Simone possa essere omaggiato con una più corposa e articolata mostra retrospettiva, che illustri la sua estesa attività, dagli anni italiani (1911- 1927) al periodo statunitense (1928-1948) sino alla sua morte, avvenuta a Hollywood e di cui diede notizia il “New York Times” del 28 dicembre del 1948».
Nelle prossime settimane sarà presentato al pubblico il volume di studi a firma dello stesso Guastella e di Letizia Gaeta, Isabella Valente, Francesco Durante e Veniero Ruggiero che correda le due mostre salentine e illustra il catalogo delle opere esposte, dal “Ritratto del padre” (1911) al suggestivo “Tango”, dal bozzetto per il Monumento ai caduti di Monopoli alla “Bambina che sorregge il fratellino” e alle opere americane e il dipinto “Ritratto di Leda”, che raffigura la giovane sorella dell’artista, restaurato in occasione della mostra da Francesca Marzano.
Edgardo Simone. Piccola esposizione ordinata da Massimo Guastella
finissage 12 marzo 2016, ore 18.30
MAP – Museo Mediterraneo dell’Arte Presente
Brindisi – già Chiesa di San Michele Arcangelo delle Scuole Pie, via Tarantini 37 (centro storico)
Info: 338 2618983 oppure 340 2767898 oppure 3270 4126913

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui