Carnevale di Putignano, tra novità e tradizione

0
65
Foto: Fondazione Carnevale di Putignano

Cinque sfilate, invece di quattro, ed una nuova campagna di comunicazione messa a punto dalla Fondazione Carnevale di Putignano che si è affidata ad un maestro del sttore, Mauro Bubbico, docente dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino, tra i membri dell’Alliance Graphique Internationale, associazione internazionale che riunisce i migliori grafici, designer e illustratori mondiali: queste alcune delle novità legate all’evento carnevalesco più importante di tutta la Puglia (e d’Italia) illustrate a Bari nel corso di un incontro organizzato nella sede regionale dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo.

Il claim che accompagnerà la manifestazione, giunta alla sua 626^ edizione, è “La terra vista dal Carnevale”, con un chiaro riferimento ad attività dal profilo ecosostenibile che accompagneranno uno degli appuntamenti più attesi dell’inverno pugliese.

Gli stessi carri allegorici saranno realizzati nel rispetto dell’ambiente con materiali riciclati, come i giornali, tenuti insieme da colla ottenuta dall’unione di acqua e farina.

Intanto cresce l’attesa per questa kermesse che piace a grandi e piccini e che impegnerà la comunità putignanese il 9 – 16 – 23 – 25 e 29 febbraio.

BREVE STORIA DEL CARNEVALE DI PUTIGNANO

Nato dall’unione tra sacro e profano, il Carnevale di Putignano è, ancora oggi, una delle feste più partecipate e più sentite di tutta la Puglia.

Le origini ci portano indietro nel tempo, fino al 1394, anno in cui la costa pugliese era presa di mira dai saraceni che, nelle loro scorrerie, non risparmiavano niente e nessuno. Gli abitanti e i governatori capirono subito che bisognava proteggere dalle razzie tutto ciò che di prezioso vi era sul territorio. Fra i tesori da mettere in salvo vi erano le reliquie di Santo Stefano, custodite nell’abbazia di Monopoli, che furono spostate dalla costa all’entroterra, a Putignano appunto, nella chiesa di Santa Maria la Greca, dove sono conservate ancora oggi. Al passaggio della processione, i contadini del posto, impegnati nell’innesto delle viti con la tecnica della propaggine, abbandonarono i campi per creare un corteo spontaneo e festoso, impreziosito da canti, balli e poesie in vernacolo.

Nacque così la Festa delle Propaggini, commemorazione che ogni 26 dicembre, da oltre 600 anni, segna l’inizio del Carnevale più lungo d’Italia.

 Il suo simbolo è la maschera di Farinella. Il nome deriva dal piatto simbolo della cucina putignanese: una farina finissima, ricavata da ceci e orzo, abbrustoliti prima di essere ridotti in polvere nei mortai. Un alimento semplice e sostanzioso, sempre presente sulle tavole contadine.

Tutta la storia di questa Festa, con i personaggi che la caratterizzato e con tutte le curiosità annesse, la trovate anche nelle pagine dell’opuscolo “Speciale Puglia d’Inverno”, in allegato con la rivista Salento Review.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui