L’abbraccio universale di Tapparini si tinge di “giallorosso”

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Si intitola “L’abbraccio che resta” ed è l’opera che l’artista leccese, Vittorio Tapparini, ha voluto donare alla società giallorossa.

Nel corso di una cerimonia informale, ma suggestiva, nello studio del Presidente dell’U.S. Lecce Saverio Sticchi Damiani, è stata svelata la grande tela ad olio (150 x 100 cm) che ritrae l’abbraccio dei calciatori dopo la vittoria decisiva per l’ingresso in Serie A.

Un momento significativo in cui arte e sport si intrecciano, lanciando un messaggio importante di unione e di rispetto. Un gesto dedicato alla comunità salentina, ma che va oltre. Il senso dell’opera, infatti, richiama il valore del gioco di squadra che invita alla condivisione, e a fare resistenza a disgregazioni e conflitti che logorano oggi la società. L’arte aiuta a ricordare che il messaggio sociale, che un tempo apparteneva a questo sport, merita di essere recuperato in un momento storico difficile, e soprattutto di fronte a recrudescenze di intolleranza che annuvolano i cieli del calcio. I giocatori sono insieme, lottano insieme, e diventano una squadra nel momento dell’incontro, da qualunque latitudine arrivino, da qualunque storia.

Ed è bello che l’invito a recuperare questi valori arrivi da una “piccola” città e da una coraggiosa squadra appena entrata nel gotha del calcio italiano, nel Campionato di Serie A.

«È dallo Stadio che si deve ripartire per recuperare il senso di comunità che abbiamo perduto – ha detto il maestro Vittorio Tapparini – ho voluto disegnare l’abbraccio della vittoria che tutti abbiamo festeggiato per conservare quell’emozione che abbiamo provato, e invitare tutti a stringerci di più nell’orgoglio di appartenere ad una realtà calcistica coraggiosa e tenace, tra le più belle del Sud Italia. L’arte oggi sublima questo momento e ricorda la forza dell’unione, dell’abbraccio che resta e aggiunge valore ad ogni cosa. Resta tra la città e il calcio, resta tra l’arte e lo sport, e resta ad elogiare realtà differenti che si incontrano ed insieme operano per un successo comune. È quello che dovremmo fare tutti ogni giorno per cercare di cambiare insieme quello che nel mondo di oggi non ci piace. In questa tela si racconta la storia e il presente del Lecce calcio, pensando ai giocatori di oggi, ma anche a quelli di ieri, personaggi per noi storici che hanno indossato quelle maglie, come Moriero, Barbas, Causio, Lima e tanti altri».

Il calciatore di colore al centro della tela è un segnale netto, dell’artista e della Società, ad un vento incivile a cui chiudere fermamente le porte.

L’idea de “L’abbraccio che resta” è nata nel maestro dopo la promozione in Serie A e il Presidente ha immediatamente colto l’importanza dell’iniziativa, sposando con gioia l’idea di mettere insieme arte e calcio. Per Tapparini sono state fonte di ispirazione anche le parole dell’amico Gabriele Greco, collezionista d’arte e appassionato di calcio, nell’estate precedente, del 2018, durante una mostra dell’artista. Greco, caro amico anche del Presidente Sticchi Damiani, ammirando le opere di Tapparini immaginò dei calciatori giallorossi muoversi tra i personaggi colorati dell’artista e manifestò questo pensiero. Dopo un anno il maestro ha ideato una donazione per festeggiare i successi della squadra. Nell’estate 2019 il Presidente ha visitato un’altra mostra di Tapparini, insieme a Greco, ed è nato così oggi L’abbraccio che resta”.

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