“FEU”, il fuoco secondo Clotilde Palasciano

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Di AURORA MASTORE

Proseguono gli appuntamenti artistici di LO.FT (via Simini 8), a Lecce, con la mostra FEU di Mariantonietta Clotilde Palasciano, curata da Alice Caracciolo in collaborazione con Marco Vitale. L’inaugurazione avverrà oggi alle ore 19:30, mentre il finissage è previsto per il 24 gennaio 2020. La personale sarà aperta al pubblico tutti i martedì, mercoledì e venerdì dalle 16:30 alle 19:30; il lunedì e il sabato su appuntamento.

Foto di Lorella Furleo Semeraro
Foto di Lorella Furleo Semeraro

“Il pensiero esiste anche senza il linguaggio?”: questa la domanda da cui muove la ricerca artistica di Mariantonietta Clotilde Palasciano, il cui principale obiettivo è di riuscire a slabbrare il tes(su)to logico della parola. E proprio nella smilitarizzazione verbale l’artista trova la soluzione all’insensatezza dell’impianto di comunicazione post-truth tipico di un’epoca, la nostra, in cui la proposizione non necessariamente presuppone una verità. La la logica è spesso solo apparente, conta la capacità di persuasione. Un’impasse logica che l’artista supera con una soluzione radicale, «gratuita», puramente immaginaria e non funzionale. In altre parole celibe. In FEU, Clotilde pone la propria ricerca ad uno stato di prova, raccoglie esperimenti e frammenti di appunti senza curarsi di chiudere il cerchio ma, al contrario, slabbrando anch’esso. Feu significa in francese “fuoco” e al contempo “fu”, una parola che, aprendo il proprio significato (un altro slabbro), spinge indietro le altre, rovescia il fuoco nel fuoco, il passato della parola “fu” nel suo futuro. Ad appunto scultoreo sulla mostra, Marco Musarò realizza “Imparaticcio”, ovvero quello che potremmo definire ironicamente una bomboniera. Approcciandosi alla demilitarizzazione sulla parola messa in atto nella ricerca di Clotilde, Musarò tenta un’applicazione della stessa sul fare. Cosi, la cera sciolta sulla trama sottostante perde la propria forma e, al contempo, riscrive in modo incontrollato l’ordine precostituito dello stesso oggetto. In mostra sono presenti inoltre alcune stampe ai sali d’argento di Annalaura Tamburrini, sulle quali Clotilde interviene con tecniche proprie del suo linguaggio espressivo. Durante l’opening, Marco Malasomma presenta una performance elettroacustica in cui sonorizza un testo asemantico, tratto dal lavoro di Clotilde, come fosse una partitura. Per il finissage, il 24 gennaio, sarà presentata la performance live di PRNX, musica da laboratorio caratterizzata da suoni etnico-tradizionali e ritmiche techno-industriali.

Foto di Lorella Furleo Semeraro
Foto di Lorella Furleo Semeraro

Mariantonietta Clotilde Palasciano vive e lavora a Fasano nel suo studio presso la sede di TrackZeroLab, dopo essersi diplomata e specializzata con lode in Grafica ed Editoria d’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce e in Counseling presso l’Accademia della Riprogrammazione di Roma. Parallelamente allo studio accademico, approfondisce le tecniche di incisione e stampa seguendo corsi e simposi, prevalentemente presso la Stamperia del Tevere di Roma, con la quale nel tempo instaura una stabile collaborazione. Particolare resta l’interesse rivolto allo studio e alla sperimentazione delle tecniche di incisione a rilievo e in cavo, alla stampa d’arte, alla stampa in camera oscura oltre che al trattamento artistico dei materiali. Tra le sue mostre più importanti la collettiva d’incisione sperimentale “Riflessi della materia” presso la Philobiblon Gallery di Roma nel 2014 e MAAP Fiera d’Arte Pubblica a Matera nel 2019.

Marco Malasomma vive a Bari, dove nel suo studio plasma registrazioni ambientali e strumenti tradizionali fino ad ottenere complesse architetture sonore. Arriva su palchi nazionali ed europei, dove, con il progetto White Noise Generator, restituisce al pubblico la ricerca e la fascinazione per forme di linguaggio non convenzionali. Dedica particolare attenzione alla commistione tra arte contemporanea e location di interesse culturale, come musei, scavi archeologici e edifici in disuso, realizzando performance multimediali dal forte impatto sonoro e visivo. Inoltre lavora per teatro, danza e cinema, organizza festival e rassegne legati ai nuovi linguaggi, partecipa a numerosi progetti interdisciplinari. Per Folklore Elettrico è Art Director e Sound Designer.

PRXN, dopo aver trascorso diversi anni alla batteria di numerose band noise-rock della scena pugliese di fine anni novanta, ha approfondito un interesse verso la ricerca di nuovi suoni. Negli anni successivi, la crescita della passione per l’elettronica minimal techno sperimentale si è concretizzata con l’esibizione come dj in numerose serate. Nel 2012 ha iniziato ad approfondire l’utilizzo di sintetizzatori, campionatori e drum machine creando groove con sonorità acustiche che fanno da tappeto ad altre metalliche registrate in fabbrica.

Marco Musarò (Gagliano, 1989) vive e lavora a Lecce. Nel 2016 partecipa alla residenza artistica FIXER che lo porterà l’anno successivo a mostrare il proprio lavoro “Ai tre miracoli” durante Studi Festival a Milano. È attualmente tra gli artisti coinvolti nel progetto “Baitball” curato da Like a Little Disaster, dove è in mostra nella selezione PIA Studio, spazio di ricerca per giovani artisti in cui ricopre il ruolo di assistente alla produzione. Dopo aver frequentato l’Istituto d’arte di Lecce si trasferisce a Milano, dove studia scultura presso il dipartimento di arti visive dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Segue poi il biennio di editoria d’arte nell’omonima accademia Leccese chiudendo nel 2016 il suo percorso di studi.

Annalaura Tamburrini, pugliese, classe ‘94, incentra i suoi lavori sullo studio dei corpi e l’analisi del comportamento dell’uomo messo a nudo in ambienti naturali con cui non è solito rapportarsi. Si forma presso la scuola “Officine Fotografiche” a Roma, studiando fotografia analogica con la docente Samantha Marenzi, approfondendo pratiche di camera oscura, stampa in bianco e nero e tecniche antiche di stampa. Dal 2017 espone e cura diversi progetti fotografici sul territorio nazionale.

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